PLEASURE BODY con Giorgia Ohanesian Nardin

02/02 - 03/02

PLEASURE BODY
con Giorgia Ohanesian Nardin

2 e 3 febbario 2019
orari 12:00 – 17:00
presso spazio fivizzano27 (Pigneto – Roma)
(metro C)

Per prenotarsi inviare una mail a fivizzano27@gmail.com
oggetto mail: PLEASURE BODY Nome+Cognome
entro e non oltre il 20 gennaio
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PLEASURE BODY

Pleasure Body è un workshop.

Il workshop è dedicato alla celebrazione di persone che si identificano come queer, trans, non-binarie, intersex, donne*, femme, identità non conformi, persone che esperiscono marginalizzazione (++) e i/le loro complici.

Più che un workshop, Pleasure Body desidera essere uno spazio in cui il riposo e il piacere vengono riconosciuti sia come strumenti di resistenza che come terreni in cui riappropriarsi del proprio corpo, lontan_ dalla coercizione sistemica e lo sguardo/giudizio eteronormativo patriarcale bianco-centrico.

Considerando che le persone queer/trans/non-binarie/intersex/donne*/femme/+ sono soggette a oppressione sistemica, violenze e trauma più delle persone cisgender/bianche/eteronormate, e che questo si traduce spesso in specifiche depressioni somatiche e mette a rischio il nostro accesso al piacere, al riposo, alla gioia e alla salute mentale, Pleasure Body si concentra sul riconoscimento dei luoghi somatici in cui questa violenza stagna e propone delle strategie per rilasciarla.

Durante il workshop, intreccio i miei studi somatici come mover con alcuni rituali, pratiche e danze della cultura SWANA (South-West Asian and North African, più precisamente la cultura Armena inscritta in questo acronimo). Prima del colonialismo, dell’Orientalismo e della coercizione dei corpi, quelle che in Occidente sono arrivate come “Danze Orientali” erano pratiche fondamentali di esperienza e vita nel corpo. Queste danze si caratterizzano per i movimenti circolari, ondulatori del bacino e per le profonde, radicanti vibrazioni delle anche, del culo e del centro, e gli/le antenat_ le consideravano forme sacre di celebrazione femme, di autodeterminazione, metodi contraccettivi, abortivi e orgasmici.

Riprendersi lo spazio e il sentire attraverso queste pratiche è, per me, un atto politico e una forma di resistenza all’annientamento, alla cancellazione e all’indottrinamento patriarcale al quale i nostri corpi sono stati sottoposti, sia come identità queer e non-conformi sia come generazioni diasporiche e colonizzate.

Pleasure Body si articola nell’arco di due giornate caratterizzate dalla lentezza come resistenza ad un approccio capitalista al lavoro e alle modalità di apprendimento, dalla morbidezza che è artiglieria in tempo di crisi, di letture e scritture di manifesti per trovare e inventare nuovi nomi da darci, di accesso alle pratiche somatiche da un punto di vista transfemminista e queer, di danzare/dormire/toccare/vibrare/piangere solo se lo desideri e di fare qualcosa solo se lo desideri, di praticare il consenso, di mettere al centro il piacere come forza motrice e il riposo come diritto fondamentale.

⁃ il workshop non richiede nessuna competenza specifica o training nell’ambito della danza, delle arti performative o dello sport;
⁃ non c’è nessun limite di età per partecipare;
⁃ sono benvenute tutte le forme, le misure e le abilità;
⁃ durante il workshop è vietato fare foto e video;
⁃ non verrà tollerata nessuna forma di sessismo, razzismo, abilismo, homo/transfobia, body/slut shaming, e atteggiamenti TERF (trans-exclusionary radical feminism);
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Giorgia Ohanesian Nardin si definisce artista queer Italo-Armena che pratica nei campi della danza e delle arti
performative. Il lavoro di Giorgia parte dall’esigenza personale e politica di porre al centro il corpo queer. La sua ricerca si compone di eventi pedagogici e performativi che focalizzano l’esperienza del piacere come forma di resistenza all’oppressione sistemica, mettendo in relazione un approccio femminista intersezionale con lo studio di pratiche somatiche.
Con un background in studi classici e un BA in arti performative presso la Northern School of Contemporary
Dance, inizia a lavorare come autrice nel 2010 in collaborazione con Marco D’agostin e Francesca Foscarini,
assieme ai quali nel 2014 fonda l’Associazione Culturale VAN.
Il suo primo solo, Dolly (2012), che tratta dei molteplici immaginari e stereotipi legati alla femminilità, è vincitore di numerosi riconoscimenti e viene presentato in molti contesti italiani ed europei.
All dressed up with nowhere to go (2014) è primo tra 20 lavori selezionati dal Network Aerowaves 2015 e nel 2014 crea Celebration, performance di durata per spazi museali creata con la tatuatrice Olivia Jacquet che debutta al Museo Reina Sofia di Madrid.

E’ inoltre la prima artista italiana a diventare coreografa residente presso il K3 – Zentrum fur Choreographie
Hamburg (Kampnagel) per l’anno 2015/16, durante il quale crea Season.
Nel 2016 Giorgia è una delle artiste invitate dal CSC Centro per la Scena Contemporanea, assieme a Yasmeen
Godder, Yoko Higashino, Melanie Demers, a comporre un lavoro ispirato allo Stabat Mater di Vivaldi. La creazione vede protagoniste sei perfomer del gruppo Dance Well – Dance Research for Parkinson.
Dal 2015 al 2017 è docente associata al Balletto di Roma (Corso Professionale di Danza Contemporanea) dove conduce formazione in release technique e composizione coreografica e nel 2017 è artista associata alla compagnia del Balletto di Roma, per la quale crea una versione de L’aprés-midi d’un faune. presentato all’interno del trittico Bolero Trip-tic assieme al lavoro di Francesca Pennini e Chiara Frigo.
Minor Place (2017), il suo più recente lavoro per il teatro, è una performance partecipativa che parte dalla lettura di Calibano e la Strega– le donne, il corpo e l’accumulazione originaria di Silvia Federici.
Come performer, Giorgia lavora e ha lavorato per Barokthegreat, Igor&Moreno, Anagoor (Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2018, per cui è anche assistente al gesto e movement coach) e James Batchelor.

Giorgia tiene periodicamente Pleasure Body, uno spazio laboratorial per identià queer, trans, non-binarie (++), dove fare collettivamente esperienza di strategie di resistenza e pratiche somatiche legate al piacere.

Giorgia partecipa e ha partecipato a numerosi progetti europei, tra cui: Choreoroam Europe, Performing Gender,
B Project (che l’ha condotta a danzare alla National Gallery di Londra), Performing Gender, Pivot Dance e
Kiseki – Trajectories.
Il lavoro di Giorgia è prodotto e sostenuto da: Associazione Culturale VAN, CSC Centro per la Scena Contemporanea, Saison Foundation Tokyo, La Briqueterie – Centre de développement chorégraphique du Val de Marne (Paris), AtelierSi Bologna, Gender Bender Festival, Dro Centrale Fies, K3 Zentrum fur Choreographie – Tanzplan Hamburg.

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ENGLISH VERSION

Pleasure Body is a workshop.
The workshop is dedicated to the celebration of womxn, femmes, queer, trans, non-binary, intersex, (gender) non-conforming, marginalized people (++) and their accomplices.
More than a workshop, Pleasure Body wants to be a space in which rest and pleasure are acknowledged as tools for resistance, as well as grounds through which we can reclaim our bodies away from cis-stemic policing and the patriarchal white-centric heteronormative gaze.
Sparking from the notion that womxn/femmes/queer/trans/non-binary/intersex/gender non conforming + people experience (therefore internalize and assimilate) systemic oppression, violence and trauma more than cisgender heteronormative white people, and that this translates in a series of somatic depressions and affects our chances of accessing pleasure, rest, joy and mental health, Pleasure Body focuses on recognizing where this burden is held in the body and on strategies to unpack and release it.
During the workshop, I interlace my somatic studies as a mover with SWANA (South-West Asian and North African, more specifically Armenian) rituals, practices and dances. Before colonization, orientalism and western body-policing, what are today marked as “Oriental Dances” where in fact fundamental practices of experiencing and living the body. These dances are characterized by circular, wavy movements of the pelvis and deep, grounding vibrations of the hips, ass and centre and were considered sacred forms of femme-celebration, self-determination, contraception and abortion, as well as a way to orgasm.
Reclaiming space and feeling through these practices is for me a political act and a form of resistance to the erasure, silencing and patriarchal indoctrination that our bodies have undergone, both as queer and gender non-conforming people as well as diasporic and colonized folxs.
Pleasure Body presents as two days of being slow as resistance to capitalist work and learning patterns, of softness as artillery in times of crisis, of reading and writing manifestos to find and invent new names for ourselves, of accessing somatic practices from a queer and transfeminist perspective, of dancing/sleeping/touching/vibrating/crying only if you want to and doing things only if you want to, of exercising consent, of centering pleasure as a driving force and rest as a fundamental right.
⁃ – the workshop doesn’t require any specific knowledge or previous training in dance, performance, or any sport;�– there is no age limit to participate;
⁃ – all body shapes, sizes and abilities are welcome;�– photos and filming are not allowed during the workshop;�– any sexist, racist, ableist, homo/transphobic, terf, body and slut shaming behaviour or comments will not be tolerated;�
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Giorgia Ohanesian Nardin is a queer identifying Italian-Armenian artist that practices within the fields of dance and performing arts.
Giorgia’s work starts from the political and emotional necessity to bring the queer (++) body in the foreground.
The artist’s research is built of a collection of pedagogic and performative events that focus on experiencing pleasure as a form of resistance to systemic oppression by relating an intersectional feminist approach to somatic practices.
With a background in classical studies and a BA in performing arts at the Northern School of Contemporary Dance, she began making work in 2010 in collaboration with artists Francesca Foscarini and Marco D’agostin, with whom she founded Associazione Culturale VAN (2014).
Her first solo, Dolly (2012), which focuses on the multiple icons related to stereotypes of femininity, wins numerous awards and is presented in several venues and festivals both in Italy and across Europe (Edinburgh Fringe, Interplay Torino, Festival Mess Sarajevo). All dressed up with nowhere to go is #1 on the top 20 list for the Aerowaves Network 2015.
Her work Celebration is a durational performance for gallery spaces created for Olivia Jacquet, who has tattooed the entirety of her body. The work premièred at the Museo Reina Sofia (Madrid) as part of the project Performing Gender.
Giorgia is the first Italian artist to be awarded the eight month residency at K3 – Zentrum fur Choreographie Hamburg (Kampnagel), during which she creates Season.
In 2016 Giorgia is one of the artists (alongside Yasmeen Godder, Yoko Higashino and Melanie Demers) commissioned by Centro per la Scena Contemporanea to create a piece inspired by Vivaldi’s Stabat Mater. The work involves a group of women with Parkinson’s and is presented in a site specific format.
From 2015-17 Giorgia works as an associate lecturer for Balletto di Roma (Corso Professionale di Danza Contemporanea), where she taught release technique and choreographic composition.
In 2017 she is commissioned to create a version of L’après-midi d’un faune for the company of Balletto di Roma.
Minor Place, her latest work for stage, is a participatory performance based on Silvia Federici’s Caliban and the Witch – Women, the body and primitive accumulation.
As a performer, Giorgia works and has worked for companies: Barokthegreat, Igor&Moreno, Anagoor (Silver Lion Biennale di Venezia 2018, for whom she is also a movement coach) and James Batchelor.

Giorgia periodically holds Pleasure Body, a workshop space for queer, trans, non-binary++ identities to collectively engage is somatic strategies of resistance through pleasure.

Giorgia has participated in numerous European projects, some of which are: Choreoroam Europe, Performing Gender, B Project (that gave her the opportunity to perform in London’s National Gallery) Pivot Dance, and Kiseki – Trajectories.
Her work is produced and supported by: Associazione Culturale VAN, CSC Centro per la Scena Contemporanea, Saison Foundation Tokyo, La Briqueterie – Centre de développement chorégraphique du Val de Marne (Paris), AtelierSi Bologna, Gender Bender Festival, Dro Centrale Fies, K3 Zentrum fur Choreographie – Tanzplan Hamburg.