Laboratorio di recitazione con Elena Arvigo 

11/03 - 14/03

Il Mestiere di essere fragili  (e/o del  vibrare  )

fràgile agg. [dal lat. fragĭlis, der. di frangĕre «rompere»]L


da lunedi 11 a giovedi14 marzo 2019

h 10:00 -16:00

per info e partecipazione 

mandare: foto e cv  (entro il 22 febbraio)
mail to: fivizzano27@gmail.com 
oggetto mail: LAB ARVIGO + NOME E COGNOME 

le risposte verranno selezionati max 10 attori comunicate entro il 2 marzo. 

Prezzo: 130 Euro per 4 giorni di lavoro

L’oggetto del laboratorio e’ l’attore stesso , i suoi talenti  espressivi e  la sua sensibilita’.  Il personaggio da scoprire e’ prima di tutto quello di un attore “vivacemente vivo “ in grado di scegliere i  pensieri  e farsi attraversare da essi  nello stesso istante. “Pensare bene” , porterà a “sentire bene” affinche ‘  ogni azione ,sentimento e parola  sia organica e necessaria.

Il lavoro consiste nel trovare il “gate “,la porta d’accesso, la rottura del personaggio che riconosciamo e che ci permette di entrare in quel particolare stato di apparente altrove  e offrire quelle parti di noi che possono essere utili per il racconto. La condizione fondamentale affinché si produca un suono è che sia messo in vibrazione un corpo vibrante e perché un corpo sia definito vibrante, è necessario che esso sia elastico, disponibile quindi al movimento ,al cambiamento .Ogni cambiamento autentico mette inesorabilmente in una condizione di fragilita’ temporanea il sistema .Le vibrazioni sono tuttavia un fenomeno desiderato e necessario per il corretto funzionamento,la “vitalita” di ogni strumento . Affinche’ lo strumento corpo “attore “ sia vibrante  e’ necessario che si ponga   in una situazione di apertura e quindi di vulnerabilita’ : predisporsi all’ essere  senza pelle ma senza farsi sopraffare dal proprio sentire,ne’ compiacersene. Metterlo a servizio della narrazione . Con un buon allenamento si può imparare a non difendersi dall’imprevedibile e  il teatro è un luogo sicuro per poterlo sperimentare. Il personaggio sarà cosi tutt’uno con il corpo e il pensiero dell’attore “libero” finalemente da  stesso .

Obiettivo : L’obiettivo è aiutare l’attore a comprendere il suo personale approccio alla recitazione  perche’ possa essere   libero di fluttuare tra i propri pensieri e quelli del personaggio attraverso il testo – in un gioco di equilibrio continuo tra l’attenzione e la distrazione, la paura , tentazione dell’assenza ,e  lo slancio verso.

Rendere l’empatia uno strumento espressivo .

Restituire la complessita’  attraverso un  flusso emozionale autenticamente vivace .

Indagare  la propria necessita’ di stare in scena e quindi  presenti . Prendersi la responsabilita’ della presenza e dell’assenza . Della parola e del silenzio .

Trovare la forza di riconoscere  il proprio modo di stare in scena .L’attore è libero ed espressivo  nella misura in cui si prende responsabilità dello stare in scena.

I testi di riferimento per questo laboratorio saranno:   L’ Amleto , Romeo e

Giulietta di W. Shakespeare , 4:48 Psychosis di Sarah Kane e il Bosco di David Mamet .

Si chiede di preparare uno monologo a scelta   dall’  Amleto di Shakespeare e/o dal Romeo e Giulietta  senza limiti  di genere e di eta’ . (es.una donna puo’ studiare Mercuzio) .Sono sempre  ben accette le proposte di lavoro avanzate dai partecipanti.

Il lavoro procederà per guidare l’attore  alla creazione delle immagini necessarie per inventare il proprio “racconto” e renderlo unico e specifico.Ognuno deve trovare le proprie parole dentro il testo , farlo proprio e renderlo vivo attraverso il proprio unico e straordinario sentire. Nell’affrontare il lavoro, avere una buona memoria del brano scelto  e’ consigliabile ma non e’ fondamentale per poter lavorare sul testo.   E’ invece necessario conoscere l’opera ,aver  familiarita’ il piu’  possibile  e studiare quanto meglio si possa la scena scelta . Per qiuanto riguarda gli altri due testi (4:48 Psychosis ) e il Bosco  Le scene saranno assegnate nel corso del laboratorio stesso .

Il corso è per attori  e artisti che vogliano indagare il processo di pensiero nell’invenzione del flusso interiore .

E’ consentito e consigliato portare tutto ciò che puo’ aiutare il personale svolgimento dello studio: ogni sorta di costume, oggetto ,luci e musiche .

Il laboratorio si sviluppa in 6  incontri di 6  ore

Take care of the sense the sounds will take care of themselves (Alice in WonderLand – L. Carroll